Benvenuti nel regno di Antea...
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Sarà il lunedì, sarà la pioggia, ma il Guerriero è parecchio abbattuto. Oggi è piuttosto silente. Lo si nota quando sale le scale o quando le scende. Non si sente il fragore dell'armatura sui gradini, ma in compenso si sentono i suoi sospiri.
Ora lucida la spada, ora conta le chiavi, ora lo ritroviamo meditabondo che guarda fuori dalla finestra.
Tempo grigio e piovoso. Elisabetta è cinguettante e vestita di caldi abiti riceve delegazioni esterne nella sua nicchia mentre le due damigelle si contendono la finestra migliore per continuare a cucire.
Tutto riposa.
Anche la Locandiera riposa. Dicono che sia andata in un paese lontano dove splende il sole anche in questo periodo dell'anno. Forse per trovare nuove spezie oppure per nuove esperienze. Comunque il Guerriero, non era contento di questo viaggio. Continuava a sbraitare che lui il mondo l'aveva visto e che non era proprio il caso di andare a cercare l'avventura poichè essa giunge da sola nelle forme più svariate.
Credo che il suo silenzio sia dovuto alla preoccupazione per le sorti della Locandiera.
Il Frate è riapparso misteriosamente. Silenzioso come un gatto quando deve prendere un topo ci arriva alle spalle con un sorriso sornione. Oggi era anche vestito di grigio e devo dir la verità...sembrava davvero un gatto Certosino.
In quanto a noialtre, una giornata di riposo ci voleva. Questa è stata una brutta settimana. C'era un enorme banchetto da organizzare e con l'aiuto di poche persone non è facile. Per fortuna abbiamo avuto il Fabbro disponibile a costruire un tavolo per la bisogna. Arrivava anche una Nobildonna da oltre Oceano che insisteva per farci vedere le opere del suo povero marito morto in guerra due anni fa.
Comunque è andato tutto per il meglio dato che abbiamo pulito e sistemato tutto a dovere e abbiamo sicuramente messo le basi per un accordo matrimoniale tra il Principe e l'anziana signora.
Era talmente felice che ha offerto il caffè anche a noi sguattere.
...chi ben comincia...


Come ogni lunedì, credo che la mia faccia possa essere riassunta benissimo in questa espressione di Allen...
...non ho dormito bene e mi chiedo perchè...
...in più sono sicuramente vestita poco dato che la temperatura ha deciso che l'inverno non era ancora finito...
una camicia da sola, può fare molto poco contro il freddo ma può fare molto per il raffreddore.
Ed è con questi buoni propositi che comincia la giornata in Castello: gli starnuti della Locandiera laggiù in fondo rimbombano anche giù dalle scale. Io faccio controcanto anche con colpi di tosse e anelo per un caffè.(ma l'hanno già inventato?)
Il telefono tace, quindi anche Elisabetta, regina degli ammezzati, è in quiete col regno fino a nuovo ordine. Sicuramente il suo umore va di pari passo col grigio del cielo. Questo potrebbe influenzare le sue damigelle. Soprattutto una. Che dato che è lunedì, direi che non sia il caso di cominciare bene la settimana.
Il Guerriero ha dimenticato le chiavi delle porte segrete a casa e così, è di umore nero. Ha preso, invece, quelle della stalla dei cavalli...il suo amor proprio di fiero combattente è molto ferito...per lui oggi salta "l'allenamento agli agguati" di cui si fregia essere un maestro. Soprattutto a danni di giovani pulzelle indifese che si diverte a terrorizzare...oppure le terrorizza e basta cercando di far loro la corte.
Il Frate Francescano, ha deciso che oggi è giorno di meditazione. Come ogni lunedi del resto. Indagherò sulla confusione nei giorni a lui sacri. Comunque il silenzio qui intorno sembra dar segnale di comprensione di questa sua abitudine. Io invece non capisco come sia stato messo a capo di questa comunità essendo frate, avendo un figlio, e considerando sacro il lunedì.
Ma in fondo, a noi sguattere, poco ce ne stropiccia.
Continuiamo a strofinare finchè il corrimano della scala in legno non diventa lucido. Prima o poi qualcuno ci si specchierà dentro e ci manderà a chiamare.
E spero che non sia come quella volta che ho passato la cera anche sui gradini e il Principe di Verona ha urlato qualcosa anche a proposito della mia povera madre...che son brutti quarti d'ora.
Besos a Todos.


Il fascino delle maschere.
Anche se Carnevale è finito, molte persone continuano nell'interpretazione della propria vita. Come nel teatro, la maschera scopre l'attore. Infatti basta un gesto sbagliato e l'incanto muore subito.
Anche la ripetitività dei gesti è dannosa all'interpretazione del personaggio. Poi quando prendo in mano il frutto dei miei piccoli sforzi per migliorare il piccolo paese dove vivo, pensando che sia una cosa bella, mi accorgo che in realtà è sempre la stessa minestra trita e ritrita tutta ZUCCHERO e CARAMELLE che ha portato via ogni cosa autentica e con spirito di critica.
Tutto quello da cui volevo fuggire me lo ritrovo davanti: il campanilismo, il favoritismo(non si sa più bene per quale motivo) e l'impossibilità di parlare di cose nuove senza per forza che si offenda qualcuno. E invece rimanere e sorridere. Dire che va tutto bene.
Soffocare anche qui.
Una scusa per uno spazio giovane, gestito dal reparto geriatrico, che in realtà ne ha il monopolio perchè ha tempo da perdere dietro a queste cose.
Vedere l'entusiasmo e la qualità che è in netta caduta.
Soffocare.
Quando ti vergogni di far parte di qualcosa che hai adorato. E non c'è possibilità di soluzione prima del prossimo anno.
Mettere una maschera, stringere i denti.
Chissà quanto resisto?
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Besos a todos


Così...per riposare un pò gli occhi....
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besos a todos


Perchè quando le serate sono divertenti, non riesco a non rendere un piccolo omaggio. Peccato che dopo questa serata fossi così distrutta da chiamare il lavoro per dire che non andavo. Inutile anche il tentativo di mettere a posto alcune cose prima di decidere di partire. Il treno al volo, come sempre, e la corsa all'appuntamento.
Con il sorriso sulle labbra.
Il clima dolce e traditore, una bella serata nella grande città.
Qualche calice, una cena su un punto stupendo e la prima nota stonata è una tisana di Malva che chiude il pasto.
Il giorno seguente è costellato da starnuti e vagheggiamenti.
Poi la scoperta della Melaleuca (Grazie Lele!) Una serata a chiacchierare e poi dritto fino all'una, per me, e per qualcuno fino alle cinque.
Risveglio difficile quindi. E anche il viaggio, tormentato. Acuito dal sole caldo e dagli strati di lana che porto addosso.
Di nuovo la sensazione di inadeguatezza o di aver fatto la solita figura barbina, ma mi dicono che non è vero. Decido di crederci e continuo a lavorare.
Ora mi basta solo guarire da questo raffreddore che paralizza la voce e che mi da voglia di fare le cose con calma.Una passeggiata, un cinema.
Una riflessione.
Besos a todos
