Benvenuti nel regno di Antea...
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E prima di salire sul palco
Il respiro che si fa intenso.
Quasi che non riesci più a controllarlo.
Sguardo fisso.
Capelli raccolti e le ultime cose prima di entrare nel tuo personaggio.
Poi, piano piano, i gradini li vedi e li stai per salire.
Come se fosse al rallentatore.
Poi tutto si confonde ed è come mandare giù in fretta una medicina cattiva.
Ora ti vedono proprio tutti.
Il caldo delle luci che scioglie ma scalda le mani.
Quella continua sensazione di terremoto che provi alle gambe che a volte si perde l’equilibrio.
Ci sono tutti i presupposti per farsi prendere dal panico.
Invece basta concentrarsi una frazione di secondo per beccare il momento giusto del respiro.
Inizia la musica.
Photo e delirio by Antea
(grazie a Milly)
Un beso a todos

C'è un violino che mi suona in testa e che mi accompagna
e non riesco a farne a meno.
Anche nella fine delle giornate di sole,
quando corro come una pazza per arrivare a casa prima che faccia buio.
Dopo un tramonto potente che sfuma nel viola, senza fari sulla bici, così in silenzio.
Accompagnata dal volo silenzioso di un gabbiano che ha deciso di venire con me...
Buenos dias e un beso a todos (photo by Antea)

Sono arrivata.
Anche se il mio sguardo riesce a percepire solo parte del pavimento incorniciato di marmo verde. Una colonna sulla destra.
Di quelle rotonde e lisce, ma la supero perché devo andare fino in fondo al corridoio dove mi aspettano.
Ci sono alcune persone che stanno per entrare in aula e il chiostro è illuminato da un sole delicato. Attraverso il corridoio, ma sento di essere affaticata.
Non ci bado e continuo a camminare.
Cerco una stanza che ha qualcosa di particolare, ma improvvisamente non so più che stanza è
e soprattutto qual è la caratteristica che la contraddistingue.
C’è un brusìo continuo di sottofondo che mi disorienta.
Finalmente apro una porta e l’ambiente è quasi famigliare.
Sembra la camera di mio fratello, ma è messa in modo diverso, anche se ci sono i suoi mobili è quasi irriconoscibile. La finestra è proprio dritta davanti a me e la scrivania sta sulla mia destra.
Tutto questo perché la stanza è più piccola.
Poi comincio a sentire male.
Forte e lancinante.
In mezzo allo sterno ho un buco, dal quale perdo sangue.
Qualcuno m’ha sparato. Proprio al cuore.
Ora penso a come fare per non morire.
Penso che era giusto che accadesse ora. Proprio adesso. E la prendo con rassegnazione, con serenità.
Perdo poco sangue, anzi, sta diminuendo.
Controllo con le dita di non aver un buco anche dietro, ma non riesco a capire. So di aver bisogno di una stanza particolare, ma non riesco a ricordarne nemmeno il nome.
Improvvisamente aumenta il brusio e cominciano a formicolare anche le braccia.
Devo uscire ma non ricordo la strada e la giornata di sole entra da tutte le parti in cui rivolgo lo sguardo.
Non distinguo più la luce dal buio e finalmente apro gli occhi.
Non è per niente bello svegliarsi in questo modo.

Photo by Antea, delirio incluso.

Come veder sviluppare una foto, quando affiora lentamente dall'acido.
Quando ti svegli piano e i residui si confondono.
Ti gira la testa e ti fa male.
Gli occhi sembrano due palle da tennis e stai continuando a ripeterti che "devo essere pazza"...
Non ti guardi allo specchio perchè ti vergogni e al buio cerchi di ricostruire una serata che abbia del senso.
Ma è difficile quando sai di esser stata fuori undici ore.
Perchè può partire tutto da un aperitivo, una piccola serata in compagnia e un locale vicino a casa. Qualche foto, le carte, una moneta.
Poi...un viaggio in città, un incontro con le amiche, altra bevuta e altro regalo.
No, non sei contenta.
Torni nel locale anche se le amiche se ne vanno. Ma non importa, laggiù c'è gente che conosci e stasera sai che può essere divertente.
A volte fumare fa bene. Soprattutto quando ti giri e trovi persone con cui non riuscivi a parlare da secoli. Per fortuna che avevo ancora degli scatti.
Ora sono contenta. Torno dentro e prendo la mia roba. Per gli altri la serata continua. Per me, no. Comincio a camminare per arrivare alla macchina e per smaltire un pò di alcool. Ho tempo e lo devo anche far passare prima di rimettermi al volante.
Ma io devo essere pazza per continuare a scattare foto alle quattro di notte.
Senza rullino.
Mi fermo assorta in un dubbio: quando l'ho finito? Quando l'ho tolto dalla macchina fotografica?
E così è come acido, quando vedi riaffiorare la foto...quelle domande che ti fanno tornare al punto di partenza e ti verrebbe quasi voglia di salire di nuovo su quella giostra...
...E adesso si parte...
Delirio di Halloween un pò in ritardo, ma dovevo elaborare. Un beso a todos!