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Eccomi

Utente: antea
Una bimba grande che rimane con un piede nel suo mondo

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venerdì, ottobre 28, 2005

Mattinata velata...

La solita strada, la luna che spunta con la sua falce crescente

e il suono del cancello che si chiude.

Qualche scricchiolio di foglie ma nemmeno un filo di vento.

Solo i miei passi e buio completo.

Uno

due

tre

quattro

 uno

due

tre

quattro

uno due tre quattro...

Mi volto: il rumore continua. Buio.

Lampioni spenti come da un pò di tempo in qua. Nebbia che mi nasconde.

Ma forse nasconde anche qualcos'altro.

Non ci pensare. Uno due tre quattro.

L'aria si muove lontano e dopo lunga attesa spuntano fari.

Me ne tengo lontana e striscio i piedi sui contorni irregolari della strada, quasi cado.

Mi sembra di non essere uscita dalle coperte, perchè non è freddo e ormai gli occhi si sono adattati. Uno due tre quattro, arrivo sul piccolo ponte e l'acqua scorre lieve come a svegliarmi piano. Rallenta il ritmo dei miei passi e butto l'occhio a occidente...un'ombra sull'acqua.

Silenzio e rispetto.

Mi volto e continuo inghiottita dal buio e dalla nebbia.

     Un beso a todos

    Photo by Antea

Delirio by: antea a 12:13 | link | commenti (7) |

domenica, ottobre 23, 2005

 

No, stavolta non ci casco.

No, stavolta non ci credo.

Perchè sarebbe stupido.

Sarebbe solo un altro errore.

Questa fine del giorno, va bene.

Anche se le parole sono come pietre.

Anche se è un giorno che hai quell'espressione arroccata sul viso.

Anche se non è proprio il momento per pensare a una torta di mele o a mettere ordine.

Stasera va bene così.

Anche se è da un pò che dormi male.

        

Buenas tardes a todos (photo by Antea)

Delirio by: antea a 23:06 | link | commenti (11) |

giovedì, ottobre 20, 2005

Ed ecco che per forza, quando sei così in viaggio, come fai a non far scorrere i pensieri...?

Ti viene in mente di tutto, soprattutto quando torni a casa.

Quando guardi la strada, non ti dispiace di essere fuori. Non ti dispiace la musica e le trsmissioni che fanno di notte alla radio. Il rumore costante del motore.

A cosa pensi?

Beh, non so, forse avrei potuto evitarlo.

Cosa?

Dai, avrei potuto evitarlo. Dovevo solo aspettare un secondo.

E poi, che succedeva dopo un secondo?

Beh, quello andava dritto e magari non sfasciavo la macchina.

E se invece prendeva in piena fronte qualcun'altro?

...mmm...

Non credi che sia andata bene così? Non si è fatto male nessuno.

Si ma il fatto non cambia. Potevo aspettare un secondo.

 

Scusate, uno sfogo. Lunedì sera comunque è successo davvero un incidente. Bonjour a tout le monde.

Delirio by: antea a 00:17 | link | commenti (5) |

mercoledì, ottobre 12, 2005

E non è del tutto sbagliato. Se fai l'idiota, paghi.

Questo succede quando non si calcolano i rischi che si è in grado di correre. Perchè vedi, in fondo, non credo di essere proprio stupida, ma delle volte una figura di papera non me la toglie nessuno. In realtà non è che faccio del male, solo che qualche volta anch'io scivolo sul ghiaccio. Si, non è divertente quando stai atterrando.

Potrei calcolare meglio le distanze.

In effetti ci sono luoghi che è meglio tenere a distanza, ma forse anche qualche persona. O forse gli uni sono in conseguenza delle altre. Non so, in questa situazione di papera credo che sia meglio riprendere il volo. Magari faccio solo un giretto.

Ma è anche solo una questione di chimica che se ti svegli al mattino basta una parola sbagliata e ti mangi la mattinata. Come se avessero seminato granturco.

(sul ghiaccio)

Ma forse è perchè essere papera fa anche un pò d'invidia...

perchè si agitano bene le piume o perchè le piume sono morbide e in fondo che male può fare una papera? Ma forse perchè tutto è così evidente subito? Non so, linea pulita senza fronzoli, poche decorazioni, un pò di casino...

tutto qua

quaquaqua...quaraqua...quaqua.

Bonjour a tout le monde! 

Delirio by: antea a 17:34 | link | commenti (8) |

mercoledì, ottobre 05, 2005

 

E forse un pò mi mancava questo suono nella testa... come quel sogno...

Quel sogno che parlava di quella sera, l'odore dell'asfalto bagnato

della pioggia sulla giacca di pelle.

Di quella sera nata e vissuta così, quasi per caso, quasi senza un perchè.

Perchè in realtà non vorresti nemmeno uscire, ma ti passano a prendere e poi non sai nemmeno il motivo e succede che ti ritrovi da solo in un angolo a fissare qualcuno che non vorresti vedere, e che ormai non importa, però adesso sei fuori.

Forse eri più fuori quella sera, quando t'ha beccato e adesso non riesci più a specchiarti in quegli occhi. Ma non importa. Ora, adesso, usciamo e vedrai che ti passa.

Cambiamo locale e vedrai che dimentichi tutto.

Qualche chiacchiera, un'altra birra e dell'estate c'è solo il ricordo.

Ma tutto ha un sapore un pò slavato...un pò più...che non sai come dire.

E davvero, non te lo spieghi di come sei rimasto chiuso fuori dalla macchina con questo freddo. E davvero, non hai capito perchè c'è il tuo amico là dentro con una tipa.

E forse, forse avresti fatto meglio a seguirlo, il tuo istinto,

perchè in realtà, non volevi nemmeno uscire quella sera, ma non te ne sei accorto.

E di nuovo piove, nella birra che hai di fianco e tu come un pulcino appoggiato al muretto, aspettando la fine, a soffrire il freddo e adesso con la sigaretta spenta da una goccia di pioggia.

 

 

Dedicato ad amici rock'n'roll   

A tout le monde, a tout les ami,

Delirio by: antea a 17:31 | link | commenti (7) |

martedì, ottobre 04, 2005

Una bella mostra di domenica, è quello che ci vuole. Un viaggio lungo, un pò di musica e un pò di chiacchiere, anche se piove, che poi non importa perchè tanto si sta coperti. Il bello del viaggio nel trovare il posto, un pò d'attesa quando s'è fuori, ma anche quando s'è dentro, e poi, finalmente l'entrata.

E te li guardi con calma i quadri, te li gusti proprio,  e senti il tempo diverso ed entri nel senso di quello che stai guardando.

No.

Scordatelo.

Quando vai via con amici dei tuoi genitori, non esiste tutto questo. Hanno un'età che non gli permette di ascoltare la musica bassa, ma nello stesso tempo non si sentono quando parlano. Pazienza. Quattro ore in un giorno posso anche sopportarlo.

Il non vedere cartelli a causa pioggia, porta a nervosismo, soprattutto se con voi c'è una specie di maniaco dell'arrivare col teletrasporto.

Figuriamoci quando si parla di fare della fila per entrare e vedere due quadri.

Hanno visto la mostra in un quarto d'ora, perchè era ora di andare a mangiare. Mia madre è rimasta con me a godersi i quadri e abbiamo commesso un delitto gravissimo:

siamo uscite alle due del pomeriggio.

Stavamo per rimanere a mangiare nel caffè del museo, avevamo anche trovato un tavolo per otto, ma uno della compagnia era fuori che telefonava prenotando al ristorante. Il solito maniaco del teletrasporto.

Andiamo al ristorante e rimaniamo rigorosamente fino alle cinque. Ero stesa. Decidono di andare a mangiare il dolce tipico in una pasticceria. Se non avessimo dovuto camminare, credo che avrei vomitato. Mi sono consolata col mio tè caldo, ma al primo sorso, l'elemento sgodevole viene fuori con tutta la sua prepotenza "Allora abbiamo finito, possiamo andare". A quel punto mi guardo in giro smarrita e cerco lo sguardo degli altri che rimangono allibiti. Anche la sua donna avrebbe voluto scaricarlo, ma lui non se n'è reso conto e ha rincarato la dose.

Voleva sapere di me, e ha cominciato a chiedermi quanti fidanzati ho, perchè m'ha visto girare con due persone diverse in due giornate diverse.

"Senti, ma tu cosa ci fai in giro in piazza alle quattro del pomeriggio? non dovresti essere in ufficio?"

Cambia argomento e continua a chiedermi di quelle due persone, allora lo prendo per il suo verso e dato che la sua ragazza è mora, gli chiedo chi fosse quella bionda che passeggiava con lui l'altro giorno. Non era vero che l'avessi visto con una bionda, ma dato che mi provochi con poca grazia, dovrò trovare un motivo per farti litigare con la tua donna, che già ora ha uno sguardo che uccide.

Tentenna a questa mia risposta, ma insiste a chiedermi chi erano quelle due persone.

"Senti,... ma una sporta non te la porti mai dietro?..."

Il conto, usciamo.

Risultato: mai andare a illustrare una mostra agli amici dei miei genitori.

Scusate per questo brano di vita vera, ma dovevate vedere mia madre quant'era arrabbiata e mio padre quant'era interdetto. E stavolta non con me!

Un beso a todos!

Delirio by: antea a 12:06 | link | commenti (8) |